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Sturm senza Drang

Quello che dopotutto mi atterrisce è trovarmi ad essere attratto dall’infelicità totale rispetto ad una felicità ridotta ma tangibile.

Il desiderio insulso di essere vittima, per uno scopo che non comprendo nemmeno io, una specie di dignità dal sapore vagamente leopardiano che dovrebbe arrivare in automatico e sortire non si sa quale effetto consolatorio nella soddisfazione di aver portato a compimento qualcosa.

Forse è stanchezza. Non sono mai stato bravo a combattere ad oltranza. A dare tutto senza mettere in rapporto la fatica con il risultato. A far girare il motore al massimo quando in fondo alla strada c’è il semaforo rosso.

Me ne accorgo, di quanto non sto bene, dal fatto che sono nervoso anche con i gatti. A parte che oggi il maschio è latitante ed è rimasta solo la micia. Fuori piove, lei si annoia e forse vorrebbe giocare.

Io invece avrei solo voglia di andare a dormire e svegliarmi in un altro tempo, con un po’ meno confusione in testa rispetto alla collocazione della mia felicità, per smettere una volta per tutte con questa sensazione di essere fatto male.

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Pubblicato da su 19 gennaio 2014 in Riflessioni, Su di me

 

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Dei mezzi di comunicazione

A certa gente la tecnologia fa male. Forse io sono fra quelli.

Persona n.1. Mi piacerebbe sapere, ma davvero davvero, perché se ti faccio una domanda a risposta chiusa del tipo “Vuoi che ti prendo quella certa cosa a quel certo prezzo?” tu mi rispondi “Se poi la uso allora si”.

Persona n.2. Mi piacerebbe sapere, ma davvero davvero, perché alla suddetta domanda mi rispondi “Ti faccio sapere per fine settimana.” e quando ti preciso che mi serve saperlo entro stasera la risposta è “Si, si, ti servono i soldi subito?”.

Persona n.3. Mi piacerebbe sapere, ma davvero davvero, perché, se ti mando un SMS con scritto che ho bisogno di sapere la suddetta risposta entro stasera, tu rispondi con una mail. Su Facebook.

La prossima volta che mi viene in mente di fare un favore a qualcuno, mi mando a stendere da solo…

 
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Pubblicato da su 12 novembre 2012 in A casa

 

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Libertà

È proprio vero che quando si viene privati di qualcosa ci si rende conto della sua importanza. Oggi è stata una giornata tutto sommato piuttosto spiacevole: mi ha lasciato un brutto nervoso che ora cerco di dissipare a colpi di tastiera, wafer, gelato e cocacola (diciamo che non voglio lasciare niente al caso).

Non mi piaccio quando sono nervoso: tendo a scaricarlo su quello che mi circonda e i gatti, poverini, non ne possono proprio nulla.

Quel che è successo in fin dei conti è una cavolata, ma il nervoso è reale e tanto basta. Riassuntino dei fatti: il programma era un pranzo da amici. Chiedo ad uno di loro che arriva da più lontano con altra gente se ha un posto in macchina e mi può passare a prendere, io non conosco precisamente il posto e lui è di strada.

Mi ero fatto l’idea che nel tardo pomeriggio ci saremmo congedati (e questo è stato il mio errore, mai presumere) ed avevo idea di passare la serata in relax a casa con un film oppure di sentire altri amici per un giretto in centro. Ma il padrone di casa ha la malaugurata idea (abitudine?) di usare i film come sottofondo al pranzo invece che la musica e così, finito di mangiare, l’occhio cade sull’orribile oggetto luminescente in fondo alla stanza. Una cosa tira l’altra (“Ah, ma vi faccio vedere questa scena che è bellissima.. Uh, ma guardiamo un pezzo di quell’altro…”) siamo finiti a guardare un assurdo film a cartoni semi-sconosciuto. Che poi, magari, in un altro momento l’avrei anche apprezzato, ma stasera proprio avrei dato qualunque cosa perché un fulmine incenerisse la TV e tutti i dispositivi collegati. Tutto fuso in un blocco informe di metallo fumante, aaaah!

Chiaramente avrei potuto manifestare il mio desiderio di andarmene, ma con me avrebbero dovuto andarsene anche gli altri passeggeri e tutti sembravano (di nuovo lo stesso errore, mai presumere) così interessati a questi film che non ho osato fare il “guastafeste”.

Di sicuro la prossima volta me ne vado con la mia auto. E per finire in bellezza un po’ di Aretha Franklin che è taaaaanto liberatoria.

 
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Pubblicato da su 1 settembre 2012 in Riflessioni

 

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