RSS

Archivi tag: felicità

Sturm senza Drang

Quello che dopotutto mi atterrisce è trovarmi ad essere attratto dall’infelicità totale rispetto ad una felicità ridotta ma tangibile.

Il desiderio insulso di essere vittima, per uno scopo che non comprendo nemmeno io, una specie di dignità dal sapore vagamente leopardiano che dovrebbe arrivare in automatico e sortire non si sa quale effetto consolatorio nella soddisfazione di aver portato a compimento qualcosa.

Forse è stanchezza. Non sono mai stato bravo a combattere ad oltranza. A dare tutto senza mettere in rapporto la fatica con il risultato. A far girare il motore al massimo quando in fondo alla strada c’è il semaforo rosso.

Me ne accorgo, di quanto non sto bene, dal fatto che sono nervoso anche con i gatti. A parte che oggi il maschio è latitante ed è rimasta solo la micia. Fuori piove, lei si annoia e forse vorrebbe giocare.

Io invece avrei solo voglia di andare a dormire e svegliarmi in un altro tempo, con un po’ meno confusione in testa rispetto alla collocazione della mia felicità, per smettere una volta per tutte con questa sensazione di essere fatto male.

Annunci
 
4 commenti

Pubblicato da su 19 gennaio 2014 in Riflessioni, Su di me

 

Tag: , , , ,

Quando a volte la vita ti coglie di sorpresa

Sono qui a riprendermi il mio tempo, a lavare le stoviglie della cena in un lavandino stranamente sgombro dai residui dei giorni precedenti. La TV è accesa, i gatti dormono sulle sedie e dopo la Littizzetto a “Che tempo che fa” canta Laura Pausini.

Non posso definirmi fan della Pausini, per quanto alcune canzoni mi piacciano.

Ma sono qui, con la sommessa soddisfazione di aver sbrigato tutte le piccole faccende che erano da sbrigare e del tempo tutto mio. Del tempo che non sto sottraendo come al solito a qualcos’altro da fare, qualcos’altro che rimando ad un momento successivo perché non ho voglia di farlo adesso.

Allora mi fermo ad ascoltare la Pausini e devo andare a prendere un fazzoletto, perché la sua voce e le sue parole mi tirano fuori da non so dove un cucchiaino di lacrime. Ho il fazzoletto in mano e mi chiedo perché diamine mi venga da piangere.

Ieri è stato senza dubbio uno dei giorni belli che ricorderò per il resto della vita. Diciamo che potrebbe essere stato più divertente e più… diciamo… più perfetto, ma è stato ugualmente memorabile.

Allora perché mi viene da piangere? Ho pensato che fossero lacrime di felicità, probabilmente in parte lo sono, ma c’è un retrogusto amaro. Ed è il timore di passare ancora una volta accanto alla felicità e di lasciarmela scappare per pigrizia, per trascuratezza, per disattenzione.

Di conseguenza bisogna prendere questo timore, queste lacrime e questa felicità e impastarle insieme, trasformandole in carburante per andare avanti, andare oltre. perché nulla è garantito. E non c’è canzone più adatta di quella che segue per sottolinearlo.

 
2 commenti

Pubblicato da su 17 novembre 2013 in A casa, Riflessioni, Su di me

 

Tag: , , ,

No – I giorni dell’arcobaleno

clic per la scheda IMDb

clic per la scheda IMDb

Visto!

Come Treno di notte per Lisbona, questo film riporta alla luce un pezzo di storia recente, quando alla fine degli anni ottanta il Cile si trovò di fronte l’occasione per rovesciare pacificamente la dittatura del generale Pinochet.

Mi è piaciuta molto la tecnica di combinare immagini girate con i filmati originali dell’epoca. Fra l’altro tutto il film è girato in 4:3 (il rapporto d’aspetto dei vecchi schermi tv) e l’immagine è volutamente sporca e con i colori sovrasaturati per dare una sensazione di “fuori tempo”.

La cosa più bella chiaramente è la canzoncina che usano come slogan, con un motivetto accattivante che pare uscito da uno spot pubblicitario e la frase “Chile, la alegria ya viene!” ripetuta all’eccesso.

In questo sta un po’ la rivoluzione, se ci pensate. Quando mai un partito politico parla di allegria e di felicità? Siamo sempre tutti presi dallo stare contro qualcosa, che rischiamo di dimenticarci di cosa valorizzare (un esempio banale, l’altro giorno sentivo per radio che Beppe Grillo proponeva un premio per il giornalista più servile… e perché invece non un premio per quello più indipendente?).

E ora, tutti spalle al Sole a cercare l’arcobaleno! 😉

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 6 giugno 2013 in Al cinema, Film

 

Tag: , , , , , ,

Grande miscuglio di idee, colori e peli di gatto

È saltata la vacanza e stranamente non me ne dispiace più di tanto.

barca-sul-fiume

Sarà che ero stato colto dallo stress da partenza. Sarà che l’universo cospira per la mia felicità e quello dell’imprevisto per non partire era stato un desiderio espresso non più tardi di domenica scorsa.

In ogni caso la settimana di ferie me la sono tenuta e l’intenzione è quella di fare un po’ il turista e sfruttare l’abbonamento musei, a cominciare da Torino e dintorni. Per esempio la Reggia di Venaria ancora mi manca da quando è stata riaperta. Sarà che ho solo voglia di stare a casa e sentire di nuovo mie queste pareti.

Sono cinque anni che abito in questa casa.

casa

Una ricorrenza insolita, mi rendo conto, ma non ho potuto fare a meno di pensarci stamattina. E così, a modo mio, ho voluto celebrare. La temperatura esterna era un po’ al limite, ma ho messo una maglia e ho pranzato fuori, lasciando la porta aperta per sentire la musica e gli occhi a vagare lungo il fianco della montagna (oddio, montagna…) di fronte. Ieri sera ho fatto il pane con le olive, ci ho aggiunto un antipasto (comprato), cotto un paio di wurstel (scadevano a breve) e preparato una piccola insalata. Poi dolce e caffè e verde tutto intorno.

Il giardino è verde d’erba, giallo di fiori di tarassaco, bianco di margherite.

tarassE blu dei bulbi di cui non so il nome, ma loro sono belli lo stesso e mi fanno la gentilezza di fiorire tutti gli anni pur rimanendo nei miei pensieri dei fiori non identificati. Il rosmarino piantato l’anno scorso da mio padre è per la maggior parte ben sopravvissuto (l’inverno non è stato così freddo, per fortuna) e accenna a fiorire anche lui. Sono cresciute a sorpresa delle pianticelle di menta in un vaso. Rimane sempre il pensiero che tutto questo esisteva (ed esiste) per essere condiviso con qualcuno, resta da capire chi e quando.

Il cuore e la testa fanno a gara a chi cede per primo.

interrL’amica A, dopo il totale distacco iniziale e un discorso in cui mi diceva che secondo lei non dovremmo proprio vederci per un po’, mi manda dei segnali di riavvicinamento decorati da splendide capriole di incoerenza.

È inevitabile che capiti di vedersi, ma potresti anche evitare di sederti così spesso accanto a me, così quando alla festa di A&L ci si è alzati per quella specie di girotondo non mi avresti preso per mano. Che io non ci credevo e ho guardato la mia mano nella tua per capire se era vero.

Non riusciamo ad essere vicini ma non riusciamo nemmeno a stare lontani. Io continuo a ripetermi di darle tempo, ma se c’è da star male preferirei cominciare subito. D’altra parte “Keep calm and carry on” è sempre stato un buon consiglio. Non c’è che da imparare dagli animali.

I gatti sono sempre i gatti.

gattoPrimavera vuol dire cambio della pelliccia e quindi spazzole sempre pronte all’uso e grandi ciuffi in giro per il pavimento. Gatto S si è fatto un graffio sul muso che, come suo buon solito, si è infettato. Ma lui non si è mica scomposto più di tanto. Se ne andava in giro con la sua guancia gonfia e dopo qualche giorno a forza di grattarsi si è riaperto la ferita. Al che l’ho chiuso in bagno e medicato a dovere. Lui lo sa che è necessario e anche se non gli piace per nulla si è lasciato strofinare con il fazzoletto bagnato per spurgare la ferita. Un giro di betadine a completare l’opera e poi era di nuovo pronto per fare danni.

Eh si, non c’è che da imparare.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 25 aprile 2013 in A casa

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Pausa di metà inverno

È proprio tanto tempo che non mi fermo a scrivere di me, a dire il vero credo sia tanto tempo che non mi fermo nemmeno a pensare di me.

Un paio di giorni fa sono stato spudoratamente felice. Non ho paura di esagerare, spudoratamente felice. Non è successo nulla di particolare, se non una cena fuori con pochi amici. Le persone a cui voglio più bene raccolte in un paio di metri cubi. Tornato a casa, sotto al piumone, il sonno non arrivava. Ho riacceso la luce e dopo un’incursione in cucina ad aprire un pacchetto di patatine, me ne sono tornato a letto a leggere. Prima di addormentarmi pensavo che se il mondo avesse dovuto finire quella sera, io sarei stato contento di come erano andate le cose.

Certo, ho avuto la mia dose di fango dalla vita. Come tutti d’altronde. Ma l’altra sera la sensazione prevalente era netta ed era quella di averne avuto abbastanza. Come se dal giorno dopo le cose dovessero cominciare a girare per il verso giusto. La sensazione di aver esaurito le carte degli imprevisti e di poter cominciare a pescare dal mazzo delle probabilità.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 4 febbraio 2013 in Riflessioni

 

Tag: , , , ,