RSS

Archivi tag: amici

Come stanno le cose

È tanto che non scrivo di fatti miei, probabilmente avevo bisogno di lasciare sedimentare alcune cose, ma dato che le acque sono sempre in continuo rimescolamento l’attesa potrebbe durare a lungo. E oggi mi pare il momento giusto per lasciar sfiatare un po’ la valvola.

Il rapporto con l’amica A è sempre il più gettonato fra i miei pensieri. Finita la scuola se n’è tornata al sud e sono sei settimane che non la vedo. Il fatto che io conti le settimane non è un buon segno, me ne rendo conto.

Ma ci sentiamo in continuazione. Messaggi, mail e (rare) telefonate.

Il fatto è che siamo sempre daccapo. Un esempio per tutti, che oggi mi fa stare più male del solito: è in vacanza con il suo fidanzato, ma di tanto in tanto trova il tempo di mandarmi il messaggio della buonanotte.
L’amica M, che funge da indispensabile avvocato del diavolo, dice “Ma non è che sta semplicemente mandando la buonanotte ad un amico?”.
Si, può essere M, avrei solo due obiezioni: uno, tu a quanti amici che ti hanno detto di essere innamorati di te mandi la buonanotte? due, sapendo quello che provo per lei, non sarebbe forse opportuno evitare, onde non alimentare false speranze?

Nuove frontiere della friendzoneship. Quest’è.

La realtà è che di sicuro bisogna ancora lavorare fino all’8 di agosto. Poi potrei fare la pazzia di prendere un treno ed andarla ad aspettare sotto casa. Dico pazzia perché è un po’ troppo invasivo e quindi è altamente improbabile che succeda. Più sobriamente aspetterò che ritorni in città e che ci si veda faccia a faccia.

Nel frattempo ho trovato di che distrarmi con una vacanzina di trekking in montagna.

La destinazione (se tutto è confermato) sarà l’altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza. Una parte d’Italia che non conosco e, udite udite, per la prima volta in vita mia me ne vado in vacanza da solo: la scheda della vacanza diceva “da 10 a 25 persone” per cui troverò compagnia direttamente sul posto. Se i tipi del sito mi confermano la prenotazione prendo i biglietti del treno e vado a comprare gli scarponcini nuovi.
Non so bene che effetto mi faccia, partire da solo. Però ne ho voglia e per questo non lo sto dicendo a nessuno che potrebbe aver voglia di venire con me.

Mi dispiace un po’ tenere fuori alcuni amici, spero che non si offendano, ma devo proprio sganciarmi un po’ dalle cose e dalle persone che conosco per vedere che cosa succede.

Annunci
 
15 commenti

Pubblicato da su 28 luglio 2013 in A casa, Su di me, Vacanza

 

Tag: , , , , , , , ,

La tisana ed il panettone

Panettone1

E “Of Monsters And Men” su Spotify.

Lo so che non è stagione di panettone, ma era in cima al mobile della cucina da troppo tempo (scadenza fine aprile) e stasera c’era proprio bisogno di qualcosa di fuori dall’ordinario per srotolare i grovigli dello stomaco.

Poco prima c’è stato un bel litrozzo di tisana, dato che l’abbraccio ripetuto dei gatti non aveva ottenuto alcun effetto sensibile. A breve termine si prevede quindi crisi iperglicemica e sovraccarico renale, con contorno di andate e ritorni dal bagno per ottemperare ai voleri della vescica.

Pensavo che febbraio fosse stato emotivamente intenso, ma mi rendo conto che anche marzo non ha intenzione di scherzare. Lo stomaco è tuttora un pochino arrotolato su se stesso, a causa di una telefonata un po’ pesante che ho dovuto fare all’amica C.

Non è facile dover dire ad un’amica che ha sbagliato. Risparmio i dettagli che tutto sommato non sono rilevanti. Sta di fatto che per egoismo ha ferito un’altra persona di cui si dice amica. Il mio timore era che non si fosse resa conto della gravità del gesto (perché se invece l’hai fatto deliberatamente sei una stronza e non ci mettiamo neanche a discutere), per cui ho preso il coraggio ed il tatto a quattro mani e l’ho chiamata.

La sua scala di valori sembra essere:

IO > tutto il resto

mentre per quanto mi riguarda la penso esattamente al contrario:

Valori > sentimenti > emozioni > io

Voglio dire: se non ti fai scrupolo di ferire un’amica, magari di perdere la sua amicizia, per avere in cambio un beneficio che dura una sera, allora quali sono i tuoi valori? Tu sei al di sopra di tutto? Di questo passo però giustifichiamo qualunque atrocità. Ed io non sono sicuro di voler essere amico tuo, se il prezzo da pagare è una pugnalata alle spalle quando sono di ostacolo ad un tuo capriccio. Soprattutto non sono sicuro che diamo lo stesso significato alla parola Amicizia. Possiamo essere amici in queste condizioni?

Se non siamo disposti a sacrificare una parte di noi stessi in nome di un valore, che sia la giustizia, l’amicizia o l’amore… allora il mondo è soltanto una grande giungla in cui non c’è speranza.

Ma come faccio a fartelo capire, senza ferirti a mia volta? Perché so che ci tieni alla mia opinione e alla mia amicizia, però è anche vero che non ti si può sempre consentire di fare ciò che ti passa per la testa, facendo finta che vada bene. Sono convinto che non si possa fare altrimenti, mi dispiace, ma questa volta ti tocca di essere messa all’angolo ad accettare la cosa brutta che hai fatto. Ho fiducia che potrai portare questo peso.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 14 marzo 2013 in Riflessioni

 

Tag: , , , , ,

Pausa di metà inverno

È proprio tanto tempo che non mi fermo a scrivere di me, a dire il vero credo sia tanto tempo che non mi fermo nemmeno a pensare di me.

Un paio di giorni fa sono stato spudoratamente felice. Non ho paura di esagerare, spudoratamente felice. Non è successo nulla di particolare, se non una cena fuori con pochi amici. Le persone a cui voglio più bene raccolte in un paio di metri cubi. Tornato a casa, sotto al piumone, il sonno non arrivava. Ho riacceso la luce e dopo un’incursione in cucina ad aprire un pacchetto di patatine, me ne sono tornato a letto a leggere. Prima di addormentarmi pensavo che se il mondo avesse dovuto finire quella sera, io sarei stato contento di come erano andate le cose.

Certo, ho avuto la mia dose di fango dalla vita. Come tutti d’altronde. Ma l’altra sera la sensazione prevalente era netta ed era quella di averne avuto abbastanza. Come se dal giorno dopo le cose dovessero cominciare a girare per il verso giusto. La sensazione di aver esaurito le carte degli imprevisti e di poter cominciare a pescare dal mazzo delle probabilità.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 4 febbraio 2013 in Riflessioni

 

Tag: , , , ,

L’amica Pi

abbraccioIo e Pi siamo amici da tanto tempo, più di quindici anni sicuro. Ci siamo conosciuti un po’ più a fondo durante un corso abbastanza impegnativo legato all’esperienza di volontariato che stavamo facendo. Prima di allora ci conoscevamo, ma ognuno stava abbastanza per conto proprio.

Quel periodo era parecchio intenso: tre volte la settimana, usciti dai rispettivi lavori, invece di andare a casa mangiavamo un panino al volo e andavamo a questo corso, fino a tarda sera. Il giorno dopo si tornava al lavoro, cercando di recuperare da qualche parte il tempo per studiare. Fatica, ma anche soddisfazioni e adesso tanti bei ricordi.

Finiti i tre-quattro mesi di corso, dopo tempo e fatiche spesi insieme eravamo pronti per diventare amici. Non mi succede spesso, ma nel caso dell’amica Pi ricordo distintamente il momento e il luogo dove mi sono detto “Ecco, a questa persona voglio bene!”. Eravamo a bere una birra in un posto che si chiama “L’ombelico” e ci siamo trovati a raccontarci. Non mi ricordo cosa dicessi di me, ma ricordo che lei mi raccontava del suo periodo più difficile, intorno ai diciott’anni, dei suoi problemi in famiglia e tutto il resto ed io nei miei pensieri facevo il paragone di quanto lontano stessi vivendo rispetto a lei.

All’epoca (dei diciott’anni intendo) pensavo di non essere felice. E quella sera mi sono reso conto che c’era qualcuno che alla stessa età doveva sudare ogni singolo momento di normale esistenza. Ho capito che probabilmente non avevo capito niente. Per cosa avevo combattuto fino ad allora? Avevo mai davvero provato a guadagnarmi qualcosa al di fuori della mia portata?

Da allora posso dire di aver scoperto l’amicizia, penso sia stata la prima persona al di fuori della famiglia alla quale ho voluto bene. Il nostro rapporto non è costante, a volte ci vediamo ogni settimana, altre volte per mille motivi non ci vediamo per mesi, ma la cosa bella è che ogni volta non importa quanto tempo sia passato. Bastano pochi minuti, il tempo di chiedersi “Come stai?” e guardare la risposta negli occhi dell’altro, e si riprende da dove avevamo lasciato.

E come le ho scritto l’altro giorno, ti voglio sempre un sacco bene!

 
8 commenti

Pubblicato da su 2 dicembre 2012 in Storie

 

Tag: ,

Non mi fate arrabbiare…

Questo è uno sfogo, lo premetto. Lo scrivo per me ed è bene che si sappia prima, così se non siete dell’umore giusto evitate di andare oltre.

Andate oltre? Ok, musica di sottofondo.

Mi arrabbio davvero in poche occasioni, perché so che non sono capace ad incazzarmi serenamente. Quindi evito. Quando succede, non mi piace per niente come divento. Ma sono io, nel bene e nel male.

Come vorrei che fosse: quando qualcuno fa qualcosa che mi dà fastidio, vorrei riuscire a sentire subito tutto il fastidio, guardarlo da tutti i lati (in 3D!) ed ad esternarlo in modo sincero e oggettivo. Ti sei comportato “così”, non mi piace per “questo” motivo, non ce l’ho con te ma con quello che hai fatto.

Invece succede che: siccome sono piuttosto accomodante, sembra sempre che mi vada tutto bene (e la maggior parte delle volte è davvero così). I piccoli fastidi invece ogni tanto si accumulano. Lasciando correre per mantenere la quiete, il messaggio di fastidio non passa ed ogni tanto si arriva a strappare la corda.

Episodio scatenante: l’altra sera si decide di andare al cinema. Io propongo il primo spettacolo perché non volevo fare tardi. Tra una cosa e l’altra non riesco a cenare a casa e passo a prendere un’amica che mi abita vicino. Vediamo il film e poi all’uscita ci chiediamo che fare. Dato che anche altri non avevano cenato, si propone di mangiare qualcosa. Sinceramente mi dispiaceva lasciare la compagnia e quindi vabè, resto. Tanto si pensava a del cibo da strada al volo e via. Mentre ci rechiamo al luogo cibatorio telefoniamo all’amico C che è a casa e ci raggiunge. Ma il luogo dove prendere qualcosa al volo è chiuso. Dopo un attimo di discussione decidiamo di andare in un pub nello stesso isolato. Vabè, non sarà veloce come prima ma ce la dovremmo cavare con poco. Ci sediamo al tavolo e prima di ordinare vado in bagno. Quando torno, non c’è più nessuno. Non c’è più la mia giacca, non c’è più il mio borsello. Ho il cellulare in tasca, chiamo. L’amica A giochicchia a farmi indovinare dove sono andati (dato il rumore io pensavo che si fossero spostati di tavolo). Mi altero lievemente e mi dice che sono usciti e stanno andando a casa dell’amico C e mangiamo da lui. Ma che cazz..

Esco dal locale e nei cinque minuti a piedi le penso tutte. Lasciamo perdere? Non lasciamo perdere? Ma quando arrivo evidentemente la mia faccia parla per me, mi chiedono se sono arrabbiato. Ed a questo punto sono esploso. Certo che sono arrabbiato.

Punto primo: che scherzo cretino. Non solo ve ne andate con la mia roba a mia insaputa, ma vi divertite pure a non dirmi dove siete. Come quegli idioti di “Scherzi a parte” che ti fanno star male per poi dirti che è tutto uno scherzo. Ma dov’è il divertimento? Mi stai usando, non riesco a vederla diversamente.

Punto secondo: si era deciso insieme di andare al pub, se si cambia idea vorrei almeno partecipare al processo di discussione, quantomeno condividere i motivi. Invece no, di punto in bianco si va a mangiare da C, così al diavolo rientrare presto (ma questo è il meno).

Se fossi stato da solo credo che li avrei piantati e me ne sarei andato, sono rimasto perché non mi andava di fare il tragitto in macchina con l’amica C mentre ero incazzato.

Arrivati qui un bell’elenco puntato ci sta bene:

  • non mi piace non avere con me le chiavi della macchina, le chiavi di casa, il portafoglio ed i documenti, in una parola non essere autonomo (forse un pelino ossessivo-compulsivo).
  • mi sconcerta il fatto che gli altri potessero considerare divertente il tutto.
  • disappunto per non poter rientrare presto come avevo in mente (ma nessuno sapeva che io volevo questo per cui, mea culpa ).
  • quando ho fame divento nervoso (lo sapevo già ma non ne ho tenuto abbastanza conto).
  • mi fa innervosire il fatto che me la prendo per questo genere di cose (se ti presto la macchina e me la riporti ammaccata mi dispiace, ma riesco senza problemi a dirti “non fa niente”) .

Poi ne abbiamo parlato ed ho avuto modo di spiegare le mie ragioni, però ancora adesso mentre ne scrivo sento l’adrenalina che sale. Devo assolutamente trovare il modo di rendere palese quello che mi ronza dentro, anche quando mi sembra che non abbia importanza, anche le piccole fluttuazioni dell’umore. Altrimenti è tutta polvere da sparo pronta per la prima scintilla.

 

 

 

 
6 commenti

Pubblicato da su 9 ottobre 2012 in Riflessioni

 

Tag: , ,

Metafora

Probabilmente gli integratori che sto prendendo hanno la coca invece delle vitamine, non lo so. Sta di fatto che arrivo a casa e non crollo sul letto o sul divano. Metto a posto la spesa e rifletto. Mica su cosa preparare per cena (e ne avrei ben donde, dato che per una volta il frigo si sente utile in tutti i suoi ripiani). No, no, proprio le riflessioni serie che normalmente ti assalgono dopo un paio di giri di margarita. Su di me, su quello che mi sta intorno, sul passato e sull’immediato futuro. E metafore come se piovesse.

Mi piace riflettere per metafore, è un modo per semplificare, per mettersi su un altro piano e provare a capire le cose. A volte vengono fuori anche delle belle barzellette, ma ogni tanto si capisce qualcosa.

Fra le metafore che preferisco ci sono quelle automobilistiche. A volte le uso anche quando devo spiegare faccende di lavoro ai clienti non-geek. Sarà perché più o meno tutti sanno come funziona una macchina (per lo meno adesso che non c’è più lo spinterogeno), ma trovo che sia un buon terreno per capirsi. Differenza fra hardware e software? L’hardware è la carrozzeria, il software è il codice della strada! Differenti hardware sono progettati per software diversi (=qualcuno guida a sinistra). Facile, no? Ok, la smetto.

Riflessione numero uno.

Proprio come le auto, ogni tanto c’è bisogno di accostare. Si dà una pulita al vetro davanti, una spolverata ai fanali e ci si guarda intorno. Nel frattempo il motore si raffredda e si può dare una controllata all’olio (lo guardate l’olio ogni tanto, vero???). Da questo punto di vista forse l’autunno aiuta un po’. Il ritmo rallenta e si sta un po’ più in casa garage. Per me l’olio sono gli amici. Si può stare senza una compagna o un compagno, per quanto sia pesante e duro e insopportabile a volte. Ma a pensare di stare senza amici mi avvizzisce il cuore. E proprio come con l’auto, quando ti accorgi che manca l’olio qualche danno l’hai già fatto. Guai a me se mi permetto ancora di allontanarmi dalle persone che mi vogliono bene.

Riflessione numero due.

Dovrei smetterla di pensare come se fossi in una pubblicità di un’auto. Strada vuota, in mezzo ai prati inondati di sole. Stare coi piedi pneumatici per terra, bisogna. Che la strada è asfaltata a volte, ma ci sono le buche ed il ghiaccio. E guardare troppo lontano non va mai bene, perché prima della destinazione bisogna passare per le tappe giuste.

Riflessione numero tre.

Sempre riguardo al passato che ritorna, lei non mi manca. Mi manca molto di più il me stesso che ero e che lei mi faceva essere. Decisamente mi piacevo di più e mi volevo più bene. Pericoloso vivere lasciando la propria felicità a dipendere da un’altra persona. Dite che non c’entra con l’auto? Me ne rendo conto, ma questa probabilmente è venuta su gratis coi bollini del benzinaio.

Uh. Su quest’ultimo punto ci sono dei versi che ci stanno una bellezza.

…now those memories come back to haunt me
they haunt me like a curse
Is a dream a lie when it don’t come true,
or is it something worse..

Sentitevela tutta se volete, qui (ma è tosta, vi avverto…)

 
2 commenti

Pubblicato da su 17 settembre 2012 in A casa, Riflessioni

 

Tag: , , , , , , ,

Amici

La cosa bella di oggi: le piccole attenzioni degli amici.

 
1 Commento

Pubblicato da su 12 settembre 2012 in La cosa bella di oggi

 

Tag: