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Archivi categoria: Lavoro

Per dire come siamo messi

Se la situazione politica mi sta portando alla nausea e al disinteresse.

Se c’è Paola Ferrari dalla Bignardi che spiega come ha querelato Twitter perché la gente la insultava (se le mandavano delle lettere querelava le Poste Italiane?).

Se al lavoro non sai più come comunicare con i colleghi (e se parli al telefono dovevi mandare la mail perché così restava come promemoria, e se mandi la mail e perché mandi tutte queste mail che poi finisce che nessuno le legge).

Se nel fine settimana c’è la festa per due amici che si sposano ed io ho la voglia di festeggiare di un guardiano di Azkaban (tanto per fare onore al titolo del blog).

Se persino un messaggio dell’ex-moglie riesce a strapparmi un mezzo sorriso.

 

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Pubblicato da su 3 aprile 2013 in A casa, Lavoro, Riflessioni

 

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Il socio B

Oggi potremmo parlare dell’instabile situazione politica italiana, oppure della destrutturazione emotiva che mi circonda, ma mi sono reso conto che non ho mai scritto nulla a proposito dell’ambiente in cui lavoro. Parleremo per cui del mio responsabile, il socio B (no, non quel B).

Il socio B è una persona abbastanza introversa e dall’aria burbera. Con i clienti è estremamente gentile e professionale, per quanto a volte si incazza pure. Succede tipicamente nelle giornate in cui ha la luna storta e se dall’altra parte del telefono c’è qualcuno che ha la sfortuna di avere torto, è l’apocalisse. Normalmente la porta del suo ufficio è aperta, per cui noi, umili lavoratori nella vigna dell’open space, abbassiamo le orecchie in attesa dell’apertura del settimo sigillo.

Il socio B all’interno della struttura aziendale ha principalmene un compito: inoltrare la posta.

Difatti ogni comunicazione in merito ai lavori da fare, ai lavori terminati, passa per la sua casella di posta. Si potrebbe obiettare che chi realizza il lavoro potrebbe inutire da solo quali sono i colleghi da informare quando il lavoro è terminato. Ma qui non siamo inclini a delegare al caso. Qui siamo per il pensiero razionale e possibilmente centralizzato. Di conseguenza ecco emergere la figura del socio B, che riceve, legge, valuta, compila i campi “A:” e “CC:” e preme il bottone Invia.

La cosa buffa sono gli inoltri ex post (più prosaicamente “a posteriori”).

Ovvero quando un collega scopre un problema, ne parla con gli altri per confrontarsi sulla soluzione da adottare, la adotta e poi informa il socio B che il problema è risolto. A questo punto il socio B normalmente dice: “Mi mandi una mail dove si spiega il problema e la soluzione adottata”. Il collega esegue e dopo pochi minuti ecco arrivare a tutti un bell’inoltro del problema e della soluzione… che conoscevamo già.

In pratica riesce a giustificare la sua funzione generando automaticamente il lavoro per se stesso.

Un fenomeno singolare che meriterebbe studi approfonditi, alla faccia di tutti i centri per l’impiego!

 
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Pubblicato da su 5 marzo 2013 in Lavoro

 

Giornatina

Una giornata particolare, anche perché dopo settimane e settimane di scrivania sono stato fuori a lavorare per tutto il pomeriggio. La mattina ha avuto i suoi picchi di follia, come il cliente che chiama perché ha un link ad un video sconcio che non riesce a togliere dalla cronologia. In serata purtroppo abbiamo avuto conferma che l’amica M non è affatto in se. Vorrei tanto sapere cosa fare per darle una mano, ma più che entrarle nella testa e spegnere l’interruttore non saprei che fare. Bisognerà volerle un po’ di bene extra in questi giorni e sperare che si renda conto di quel che le succede.

La cosa bella di oggi: mi ha fatto molto ridere l’indicazione stradale qui sotto (la località ritoccata è POIRINO)

 
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Pubblicato da su 26 settembre 2012 in La cosa bella di oggi, Lavoro

 

Bella password, buona password

Siamo ormai in un mondo dove i computer sono di casa e la comunicazione digitale è un mezzo alla portata di molti. Con l’arrivo delle nuove tecnologie le persone hanno dovuto fare i conti con strani artifici, HTTP, DNS, Router, Modem e ovviamente l’accoppiata indissolubile di nome utente e password.

Per il “nome utente” c’è poco da dire, ognuno sceglie nei limiti della propria fantasia quello che gli pare, ma per la password il discorso si complica. E già, perché ogni sito spara la sua personale ricetta (non troppo corta, non troppo lunga, attenzione ci devi mettere almeno un segno di punteggiatura, ecc..) ed il povero utente è costretto ad adeguarsi, con il rischio di inventarsi una password così astrusa da essere dimenticata dopo pochi click del mouse.

È ovvio che un po’ di regole ci vogliono, tanto per garantire un minimo di sicurezza. Potremmo sintetizzare la prima di queste regole di buonsenso dicendo che le password sono un po’ come le mutande: si cambiano spesso e si mostrano alle poche persone di assoluta fiducia :-D. La sicurezza aumenta se mischiamo maiuscole, minuscole e numeri e se includiamo caratteri non alfanumerici (punteggiatura, simboli come &%$#).

Accettando il rischio che sia una procedura arcinota e la possibilità che non ve ne freghi nulla, ho pensato di condividere uno dei metodi che uso per la creazione delle mie password (la cosa bella è che comporta l’ascolto di buona musica).

Già, perché se dev’essere talmente facile da ricordare, dev’essere legata a qualcosa che ci piace e con cui abbiamo familiarità. Quindi prendiamo una canzone. (Non ascoltate musica? Che persone tristi! Usate “zzz” come password!)

Per il mio personale esempio, scelgo “Too Much Love Will Kill You” dei Queen. Cominciamo con il video.

Visto? Piaciuto? Prendiamo il ritornello:

Too much love will kill you
If you can’t make up your mind
Torn between the lover
And the love you leave behind
You’re headed for disaster
‘cos you never read the signs
Too much love will kill you
Every time

Scegliamo un verso che ci piace, per esempio il primo

Too much love will kill you

Ora proviamo a trasformare ogni parola in una lettera, prendendo banalmente l’iniziale. Per “Too” possiamo anche sfruttare l’assonanza (inglese) con “two” e trasformarla in un numero. Abbiamo così

2 m l w k y

E già così potrebbe somigliare ad una password, ma possiamo ancora fare qualche abbellimento :-). Ad esempio, la elle di “love”, che peccato lasciarla minuscola… e si potrebbe anche darle la compagnia di due parentesi, tanto per farla sentire un po’ speciale!

2 m ( L ) w k y

Voilà. Password mediamente lunga, con maiuscole, minuscole, numeri e segni di punteggiatura.

Adesso provate a dimenticarvela!

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2012 in Blogosfera, Lavoro

 

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Rientro al lavoro

Trovo profondamente ingiusto che la giornata lavorativa non preveda neanche un sonnellino. Ecco.

La cosa bella di oggi: Rivedere i colleghi, che bene o male sono sempre persone della tua vita, e allora tanto vale coltivare un rapporto decente.

 

 
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Pubblicato da su 3 settembre 2012 in La cosa bella di oggi, Lavoro

 

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Giornata di CH

Non nel senso idrocarburo, proprio nel senso C-Acca.

Ma intanto fammi mettere su le Goldberg Variations di Bach, che fan tanto Hannibal Lecter e simboleggiano bene la smania di sbranare certa gente.

In realtà tutto l’idrocarburo è stato concentrato nel pomeriggio. Certo la mattina è stata comunque una buona rampa di lancio.

Evento n.1: ore 14 nuovo software per i resoconti delle telefonate dei clienti.
Evento n.2: ore 14.30 cliente che si è perso la posta elettronica.

Presi singolarmente non sarebbero una tragedia, ma dato che per l’evento 2 il server di posta è gestito da noi e nessuno ne aveva mai previsto un backup, il cliente si è (giustamente) incazzato come una bestia (con me in primis). Ma se c’ha ragione, cosa gli posso dire? Per cui sono stato sul vago, tantopiù che il mio collega dice che il cliente era avvertito che non c’era il salvataggio di quella macchina. Ora temo i rovesci dei responsabili, dato che la politica aziendale in questi casi è “Rigiriamo la faccenda in modo che non sembri colpa nostra. Se necessario tiriamo in ballo gli alieni, l’importante è che non sembri che abbiamo sbagliato noi.” Quindi scommetto che la strada giusta da seguire sarebbe stata quella di fare finta di cercare sui nastri di backup, dire che purtroppo davano tutti errore e rassegnarsi al destino crudele. E poi ci vengono a parlare di crescita professionale? Scusate ma io a prendere per il cu£o la gente non ci riesco.

In tutto il marasma, trovo un problema nell’inserimento delle telefonate, lo segnalo ed il responsabile viene a vedere. Si attacca al fatto che uso il browser XY, mentre l’applicazione è certificata per il browser KZ. E mi dice pure “Eh, ma qui visualizza tutto sbagliato”. Ma certìficati ‘sta ceppa, cosa me ne frega di come lo visualizza, basta che il contenuto sia corretto, no? Sviluppiamo un’applicazione web che funziona solo con un browser? Meno male che non ripariamo automobili, altrimenti dovremmo dire “Guardi, la macchina è a posto, ma funziona solo con un guidatore dai 25 ai 30 anni.” Così perdo impiego mezz’ora per installare il KZ di una versione sufficientemente recente (non era per caso che usavo XY) e poi riprovo. Ovviamente il problema persiste. Certa gente non ha proprio idea di come funzioni il web, non sarebbe nemmeno grave di suo, ma cribbio, ci lavori!

Evento n.3: ore 19.30 circa arrivo a casa che ho sbagliato a impostare la caldaia, ci sono 18,5 gradi porcapupazza e non mi sono ancora scaldato adesso.
Evento n.4: sempre 19.30, dato che sono andato a fare la spesa, cena veloce con una modesta e deludente paella surgelata.

P.S. e ci avete gloriosamente rotto i cabasisi di caricare su youtube ‘sti minchia di video del comandante Schettino, che ormai c’è solo quello in primo piano. Fate qualcosa di originale, su! Anche Ufo Robot cantato con le pernacchie va bene.

Ovviamente il cliente dell’evento 2 aspetta risposta in merito al come mai non c’è un salvataggio della sua posta. Domani metto le mutande di ghisa.

La cosa bella di oggi: la mia salvezza di sempre, i gatti.

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2012 in ., La cosa bella di oggi, Lavoro

 

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