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Birdman

Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) (2014) Poster

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Pubblicato da su 11 marzo 2015 in .

 

La conquista della felinità

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Vorrei essere come un gatto. Scegliere il posto dove sdraiarsi in base alla temperatura o non in base alla comodità. Vorrei essere come un gatto che sa quello che vuole, sa quello che è meglio per lui. Che sa di cosa ha bisogno, che non si lascia distrarre dagli eventi.
Vorrei essere come un gatto che è affettuoso quando ha voglia di esserlo e se non ne ha voglia se ne va, a farsi un giro per i fatti suoi senza per questo venire giudicato.

 
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Pubblicato da su 29 novembre 2014 in .

 

Questa notte ha un’ora in più

clessidraIl tempo è principalmente illusione. Il tentativo di descrivere, di definire e quindi circoscrivere qualcosa che non ha bisogno di essere definito: per il semplice motivo che esiste a prescindere. È connaturato nell’esistenza delle cose e anche dove non esiste nulla è presente lo stesso (solo che non c’è nessuno ad accorgersene).

Noi invece abbiamo particolare occasione di accorgercene almeno due volte all’anno, a causa dell’ora legale, e tutte le volte che per lavoro o per piacere ci confrontiamo con il cambio di fuso orario.

Ancorché sia in fin dei conti illusione, teniamo invece in grande conto l’uso che se ne fa. Non è scritto da nessuna parte che del tempo debba essere fatto buon uso, ma come tutte le risorse limitate il suo utilizzo poco accorto predispone alla percezione di un senso di colpa.

Dei desideri che ci vengono dati, solo alcuni sono realizzabili. Spendiamo tempo dietro ad essi e speriamo che sia bene impiegato, mentre l’unica speranza sensata sarebbe quella di non confondere noi stessi con la realizzazione di questi desideri.

Tutto questo per dire che poteva essere un’ora in più di tepore, un’ora in più di conforto e invece sarà solo un’ora in più che mi separa da domani.

 
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Pubblicato da su 26 ottobre 2014 in .

 

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Life for rent

Non ho mai veramente trovato un posto da chiamare casa
Non mi sono mai fermata tanto a lungo per farlo
Chiedo scusa che una volta ancora non sono innamorata
Ma non è come se mi dispiacesse che il tuo cuore non sia esattamente spezzato

È solo un pensiero, solo un pensiero

 Ma se la mia è vita in affitto e non ho imparato a comprare
Beh allora non mi merito niente più di quello che ho
Perché niente che io abbia è davvero mio

 Ho sempre pensato che mi piacerebbe vivere vicino al mare
E viaggiare nel mondo da sola e vivere con più semplicità
Non ho idea di cosa sia successo a quel sogno
Perché non è rimasto davvero niente che mi trattenga qui

È solo un pensiero, solo un pensiero

 Ma se la mia è vita in affitto e non ho imparato a comprare
Beh allora non mi merito niente più di quello che ho
Perché niente che io abbia è davvero mio

 Mentre il mio cuore mi fa da scudo e io non lo lascerò cadere
Mentre sono così spaventata di cadere al punto da non provare mai

Beh come posso dire di essere viva?

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2014 in .

 

Come se piovesse

Stasera è un po’ come se piovesse.

 
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Pubblicato da su 3 giugno 2014 in .

 

Lampadari

Per motivi che non staremo ad analizzare, fino ad un mesetto fa a casa mia non c’erano lampadari.
Mio padre aveva attaccato dei semplici porta lampada ai fili che pendevano dal soffitto e io avevo avvitato parte dell’assortimento di lampadine che possedevo.
Oggi, a testimonianza del piccolo ma inesorabile lavoro anche interiore, posso andare fiero di un buon assortimento di lampadari IKEA.
Quello che mi piace di più non è tanto la nuova luce che si diffonde per casa, quanto quella che scorgo dentro e che mi ha fatto venire la voglia di scegliere, portare a casa, scartare, prendere scala cacciavite forbici scala trapano forbici cacciavite scala, aspirapolvere e infine accendere il tutto.
Per la prossima volta casa in cui andrò ad abitare, i lampadari saranno la prima cosa che sceglierò (sempre che non decida di tenere questi!).

 
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Pubblicato da su 26 aprile 2014 in .

 

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Trekking soft day 3

Alcuni aggiornamenti sui compagni di stanza.

L’ossessivo compulsivo beve solo aranciata amara. Della Coop. Non che ci sia nulla di male, beninteso.
Ma sul comodino ne ha non meno di tre bottiglie. Il bagagliaio della macchina ne contiene altre due o tre. Durante l’escursione l’acqua è per lui una sostanza sconosciuta, sospetto che abbia dei geni alieni per cui non può vivere senza un quotidiano apporto di chinino.

Il semplicemente cretino invece mi preoccupa un po’. Per la sua salute e per la mia incolumità. Oggi in un passaggio fra rocce un po’ basso ero avanti a lui ed ho pensato: dico di stare attenti alla testa?
Ho deciso per non dirlo perché non mi piace trattare le persone come dei bambini… Era meglio se lo dicevo! Ha preso una capocciata epocale tipo Fantozzi. Non parliamo di come guida. Oggi ha preso lui la macchina per lo spostamento fino all’inizio del sentiero. Primo errore: si è messo a guidare con gli scarponcini, quindi controllo della frizione quasi nullo. La macchina gli si spegneva nelle salite più difficili proprio quando rallentava per incrociare gli altri veicoli. Dodici manovre per scendere il gradino che dallo sterrato portava al parcheggio e un cane a rischio investimento perché “eh ma stavo guardando dietro se c’era la macchina della guida”.
Guarda avanti pirla, che il dirupo non è così gentile come noi che ti avvertiamo!
Spero che domani la macchina la prenda qualcun altro, se non vedete ulteriori post ricordatemi così: zaino in spalla, scarponcini e colesterolo sempre più alto.

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2013 in .