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Come vapore sospeso

16 Apr

All’inizio è difficile spiegare la sensazione. Poi la mente mette a fuoco e proietta immagini, fino ad arrivare a definirla.
È sentirsi dentro un carico di parole e di concetti, qualche volta anche banali, che ti farebbe piacere tirare fuori, dar loro un ordine, guardare un po’ dall’esterno.
E invece non esce nulla.
Resta tutto chiuso dentro, le parole ben distanziate le une dalle altre, i concetti isolati dal loro contesto, a galleggiare in un mare mentale generalmente poco mosso.
È come con la pioggia o la neve: l’acqua che li forma se ne sta sospesa in aria a formare gigantesche e soffici nuvole, ma se non trova un nucleo attorno al quale condensarsi e, per la neve, ghiacciare, non c’è verso di farla scendere a terra.
Allo stesso modo le parole sono ferme nella mia testa, aspettando una virgola che le unisca, un movimento che le faccia appiccicare, perché si crei la massa che attirerebbe altre parole e tutto venga giù in una cascata di frasi.

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Pubblicato da su 16 aprile 2015 in A casa, Su di me

 

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