RSS

Relazione a felicità limitata

08 Gen

Questa è la miglior definizione che ho trovato per ciò che sto vivendo.

C’è proprio da dire che la semplicità non è di casa in questo rapporto e io non so se questo sia un sintomo che le cose sono destinare a non funzionare oppure se siano le difficoltà che devono essere affrontare per poter arrivare in cima e godersi il panorama.

Oh, sto parlando della storia con l’amica A, che frequento da più-che-amica da due mesi e qualcosa.

Si, in effetti l’immagine della salita in montagna rende abbastanza l’idea. Mi rendo conto che forse ho fatto di più per fallire nell’impresa che non per riuscire, ma è anche vero che non posso negare di essere come sono. Posso crescere, posso migliorarmi questo si. Forse il cambiamento è addirittura già in atto, ma quello che mi interessa veramente è mostrarmi senza mascherare i difetti, ma anche senza sminuire i pregi (conto di averne almeno qualcuno). Poi, se i sentimenti che provo non sono ricambiati amen. Diciamocelo senza troppe fatiche e cerchiamo di essere felici diversamente. Se invece sono ricambiati, allora diamoci il tempo e tutti gli strumenti per far funzionare le cose.

Invece no, i confini di questo rapporto sono sempre sfumati o in mutamento.

A cominciare dal fatto che talvolta invece che un rapporto a due sembra un rapporto a tre, con la figura dell’ex che ogni tanto fa capolino nei suoi discorsi, principalmente per il fatto che lei non riesce ad essere netta con lui nel dire che la loro storia si è conclusa. Quindi forse dovrei chiamarlo l’ex-non-ex.

Per dare un’idea di quanto complicata sia la situazione, posso dire che il discorso di cui sopra è avvenuto la sera in cui l’amica A ritorna dalle vacanze di Natale, periodo durante il quale ha rivisto l’ex. Nel mio immaginario ideale si sarebbero dovuti rivedere per un saluto definitivo e invece… Comunque, tornando alla complicatio situazionae. Il discorso sul legame latente con l’ex-non-ex è stato seguito dal mio pensieroso ritorno a casa, da un pensieroso risveglio la mattina seguente e infine, mentre stavo uscendo per andare a pranzo dai miei, dalla sua voce al citofono, dopo che si era fatta circa un’ora di autobus senza nemmeno sapere se fossi a casa. Le mancavo, ha detto.

Sono seguiti tre giorni piuttosto intensi nei quali siamo stati continuamente insieme, per finire a dirmi che vuole restare un po’ di tempo “tranquilla” per vedere se le manco e quanto le manco.

Non ci posso fare molto se tutto questo non mi sembra giusto. Ci sono tutta una serie di paletti che mi (ci) hanno finora impedito di vivere la relazione in modo “normale”: non ci possiamo sentire per telefono, non è bene che ci si manifesti apertamente con gli amici. Diciamo che ho imparato a trarre un po’ di divertimento da tutto questo, come ad esempio farsi le coccole di nascosto al buio del cinema. Ciò non toglie che vorrei avere la possibilità di giocare più apertamente. Soprattutto vorrei poter avere la possibilità di ragionare come coppia e non come due semi-clandestini.

Come se non bastasse, la spada di Damocle attualmente pendente è l’esito di una pratica (pendente, appunto) che potrebbe assegnarle un posto di lavoro a tempo indeterminato …a mille chilometri di distanza. Io ho un lavoro piuttosto sicuro qui (fare gesti scaramantici, prego), lei lo avrebbe invece dove è cresciuta e dove conserva famiglia e amici (e chiaramente l’ex-non-ex).

Ma non mi dimenticherò mai quello che dice il Dr. House, che le persone non hanno ciò che si meritano, le persone hanno ciò che gli capita e nessuno può farci niente. La vita non è un bilancio di debiti e crediti che finisce in pareggio, per cui se hai patito X disgrazie ti vengono concesse Y soddisfazioni. C’è pure chi muore a trent’anni per aver incrociato la pattuglia sbagliata (Presa Diretta di ieri sera è stata pesantina).

Non mi piacciono i giochi d’azzardo e nemmeno le lotterie, ma ho considerato l’idea di scommettere il tutto per tutto e trasferirmi per seguirla. Forse la felicità preferisce essere inseguita invece che aspettata. Pensandoci adesso, la cosa che trovo estremamente buffa è che, dopo pochi mesi di frequentazione e nessuna certezza rispetto ai sentimenti che prova, toccherebbe a me fare un gesto che l’ex-non-ex non è riuscito a fare in tutto questo tempo e con il valore aggiunto di più di dieci anni di relazione alle spalle.

Mi viene proprio voglia di vedere un bel film catastrofico tipo Deep Impact, per tirarmi su il morale.

Annunci
 
7 commenti

Pubblicato da su 8 gennaio 2014 in Prodotti immaginari, Riflessioni, Su di me

 

Tag: , , , , ,

7 risposte a “Relazione a felicità limitata

  1. Frou Svedese

    8 gennaio 2014 at 08:10

    Urca che complicazione! Ognuno è diverso e fatto un po’ a suo modo: ci sono quelli che vorrebbero che le cose fossero chiare e limpide e quelli che preferiscono le cose un po’ più complicate, anche quando non ce ne sarebbe affatto bisogno. La “pazzia” di seguirla? Pensa se non lo facessi e passassi tutta la vita a chiederti come sarebbe andata se non lo avessi fatto. Quale è meglio o peggio? Buona fortuna!

     
  2. ire

    8 gennaio 2014 at 10:25

    Non so se ci prendo, ma dico una cosa. Ero cresciuta nel pensiero che l’amore vince su tutto, che c’è una forza che ti porta verso l’altra metà della mela. Ero cresciuta nella convinzione che chi ama torna e resta. Poi, come la bella addormentata nel bosco, mi sono svegliata in una realtà diversa. C’è una specie di paura in noi donne dall’autostima vacillante, che è quella di fare scelte. C’è la paura di lasciare la sicurezza, la tranquillità e la serenità di rapporti nati giovani e di lunga data, verso qualcosa di più adulto e arrivato quando siamo grandi. Perchè da grandi sappiamo che le cose finiscono, che possiamo restare sole. E trasciniamo relazioni (trasciniamo non è un verbo a caso), continuando a pensare a cosa fare e provando l’uno o l’altro, cercando di capire con chi stiamo meglio, a chi vogliamo bene e chi invece amiamo. E pensiamo che chi ci ama davvero, sa aspettare, convincendoci che c’è tutta una vita davanti, c’è tempo. Non è così e sai quando lo capiamo? Quando un bel giorno perdiamo tutto: l’amore di lunga data, quello di prova, quello travolgente, quello intenso, quello adulto. Qualcuno ti potrebbe dire che se una donna tentenna è perchè non ama sul serio e che se le cose sono difficili forse bisognerebbe pensarci su per non trasformarsi in un novello Lancillotto. Io ti avrei detto questo qualche anno fa, ma ora non più. Avessi davanti la tua amica, guardandola negli occhi, le direi che non c’è tutta la vita davanti, e far aspettare chi ami è uno spreco d’amore e di vita. A te dico, che non sempre ci piacciono le cose semplici, guardati attorno, quello che ami di più, hai un po’ penato per conquistarlo, ma proprio per questo, lo senti completamente tuo. Nel dubbio, sii maschio.

     
    • Zuben

      8 gennaio 2014 at 10:53

      Grazie Ire, davvero. Almeno una buona birra te la devo, ricordatelo! 🙂

       
  3. Emily

    8 gennaio 2014 at 13:05

    Immagino quanto la situazione possa essere complicata perché ne vivo una in parte simile. Per questo mi sento solo di augurarti sinceramente che presto tutto si risolva e che la felicità possa diventare “a tempo pieno”.
    E speriamo davvero che sia soltanto il segno che da lassù il panorama è meraviglioso.

     
  4. groupiedoll

    8 gennaio 2014 at 13:15

    Fino a qualche anno fa, in amore, vedevo le cose solo ed esclusivamente in bianco e nero.
    Nessun compromesso: se ti amo davvero, non ho dubbi, non tentenno, non vacillo.
    Fino a qualche anno fa, ripeto.
    Perché poi ho imparato che le sfumature fanno la differenza, sempre, in ogni sentimento.
    Sono le sfumature a rendere sorprendente, realistico o surreale, il quadro finale.
    Una piccola parte di me, leggendo, ha pensato istintivamente: “L’amica A. sta facendo un po’ troppo la Joey Potter della situazione, basta drammi, non siamo più al liceo!”, ma poi l’ho zittita, ché sono io la prima a ritrovarmi impantanata in certi atteggiamenti da teen drama, ancora oggi.
    Non ci sono certezze. Mai. Neppure nelle relazioni consolidate, serene e prive di tormenti quotidiani.
    Lasciare tutto per seguire l’amore non è una scelta che si fa dopo aver stilato la lista dei pro e dei contro, perché altrimenti vincerebbero i contro, stanne certo.
    L’ho fatto quasi 4 anni fa, ormai.
    Ho preso le mie cose, impacchettato la mia vita, detto addio ad un paio di posti e situazioni… ed ho seguito, anzi, raggiunto l’amore.
    Perché ne vale la pena, sempre.
    Anche quando ti si rivolta contro, lasciandoti solo e spaventato.
    Ne vale la pena perché amare è la cosa più reale che possa mai accaderti, in tutta la vita.

     
  5. aliota

    14 gennaio 2014 at 14:42

    quanta verità nelle parole di Irene: pensavo che se il principeazzurro avesse fatto un gesto, uno solo, anche schioccare le dita alla Fonzie, sarebbe bastato per farmi sua per sempre. per tenermi con sé. ma lui ha un’imperatrice ed una quotidianità, ed io solo il dubbio ed il rimpianto. perfino io che, quando l’ho avuto tutto per me, non ho saputo / voluto / potuto (fottuto) approfittarne.
    no so se qualcosa ci è negato o se ci scegliamo le complicazioni per non attenerci alla vita semplice. so che le persone non sono come la cima di una montagna: quand’anche ti impegnassi per conquistarne una, non sarebbe tua di diritto per sempre. anzi, parimenti, te ne resterebbe solo dentro il ricordo. o il rimpianto.

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: