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La tisana ed il panettone

14 Mar

Panettone1

E “Of Monsters And Men” su Spotify.

Lo so che non è stagione di panettone, ma era in cima al mobile della cucina da troppo tempo (scadenza fine aprile) e stasera c’era proprio bisogno di qualcosa di fuori dall’ordinario per srotolare i grovigli dello stomaco.

Poco prima c’è stato un bel litrozzo di tisana, dato che l’abbraccio ripetuto dei gatti non aveva ottenuto alcun effetto sensibile. A breve termine si prevede quindi crisi iperglicemica e sovraccarico renale, con contorno di andate e ritorni dal bagno per ottemperare ai voleri della vescica.

Pensavo che febbraio fosse stato emotivamente intenso, ma mi rendo conto che anche marzo non ha intenzione di scherzare. Lo stomaco è tuttora un pochino arrotolato su se stesso, a causa di una telefonata un po’ pesante che ho dovuto fare all’amica C.

Non è facile dover dire ad un’amica che ha sbagliato. Risparmio i dettagli che tutto sommato non sono rilevanti. Sta di fatto che per egoismo ha ferito un’altra persona di cui si dice amica. Il mio timore era che non si fosse resa conto della gravità del gesto (perché se invece l’hai fatto deliberatamente sei una stronza e non ci mettiamo neanche a discutere), per cui ho preso il coraggio ed il tatto a quattro mani e l’ho chiamata.

La sua scala di valori sembra essere:

IO > tutto il resto

mentre per quanto mi riguarda la penso esattamente al contrario:

Valori > sentimenti > emozioni > io

Voglio dire: se non ti fai scrupolo di ferire un’amica, magari di perdere la sua amicizia, per avere in cambio un beneficio che dura una sera, allora quali sono i tuoi valori? Tu sei al di sopra di tutto? Di questo passo però giustifichiamo qualunque atrocità. Ed io non sono sicuro di voler essere amico tuo, se il prezzo da pagare è una pugnalata alle spalle quando sono di ostacolo ad un tuo capriccio. Soprattutto non sono sicuro che diamo lo stesso significato alla parola Amicizia. Possiamo essere amici in queste condizioni?

Se non siamo disposti a sacrificare una parte di noi stessi in nome di un valore, che sia la giustizia, l’amicizia o l’amore… allora il mondo è soltanto una grande giungla in cui non c’è speranza.

Ma come faccio a fartelo capire, senza ferirti a mia volta? Perché so che ci tieni alla mia opinione e alla mia amicizia, però è anche vero che non ti si può sempre consentire di fare ciò che ti passa per la testa, facendo finta che vada bene. Sono convinto che non si possa fare altrimenti, mi dispiace, ma questa volta ti tocca di essere messa all’angolo ad accettare la cosa brutta che hai fatto. Ho fiducia che potrai portare questo peso.

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Pubblicato da su 14 marzo 2013 in Riflessioni

 

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