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Repetita iuvant

11 Feb

When you try your best but you don’t succeed.

Ricordo di aver letto tempo fa una frase del tipo “La vita è una scuola: ogni lezione ti verrà riproposta più volte finché non dimostrerai di averla imparata”.

Ecco, ancora una volta mi rendo conto che la lezione non l’ho imparata per niente. A volte mi sento davvero un disabile sentimentale. Non nel senso che non provo sentimenti, ma che non riesco a gestirli. Magari facessi pasticci. Riesco a fare peggio, riesco a non fare niente.

Qualche tempo fa ho scritto a proposito dell’amica A, della sbandata colossale che mi sono preso e dell’intenzione di disinnescare la situazione. A parte il fatto che per impegni suoi ancora non ci sono riuscito, mi devo rendere conto ancora una volta di come ho lasciato trascorrere il tempo e sono rimasto a guardare. Guardare, considerare, pensare, ma senza fare niente di concreto. Per lo meno, niente nella direzione che avrei voluto io.

Ho lasciato che diventassimo amici, ho lasciato che entrassimo in confidenza, abbiamo condiviso i nostri momenti più belli e più brutti e tutto questo senza che da parte mia ci fosse un solo accenno a quanto mi piaceva. A quanto avrei voluto conoscerla da non fidanzata. A posteriori non posso fare altro che darmi del cretino.

Dovrei fare come Bart Simpson. Mettermi alla lavagna e scrivere all’infinito: “Non devi diventare amico di una persona sperando che s’innamori di te”. Perché alla fine, guardando indietro, è proprio quello che ho fatto. L’ho già detto che mi sento cretino? Ribadiamo il concetto, và.

Perché adesso bisogna comunque dirglielo, andarsi a prendere questa colossale legnata sulle gengive e poi ricominciare da capo. Se ci penso è la stessa cosa che succede quando hai mal di denti, quando rimandi, rimandi e rimandi e poi arriva un certo punto in cui il dolore è insopportabile e devi andare dal dentista sapendo che ti farà ancora un po’ più male, ma è l’unica soluzione per stare meglio dopo.

Ma stavolta voglio fare una cosa che non si dimentica, in primo luogo per non dimenticarmela io. E quindi il piano è invitarla fuori a cena, probabilmente in collina, in un posto figo che non sia la solita birreria nei dintorni di casa sua (per quanto io adori in modo sincero le birrerie nei dintorni di casa sua) e di comportarsi da gentiluomo, più o meno come avrei dovuto fare fin da subito, più o meno come se non fosse fidanzata da almeno dieci anni.

È chiaro che le mie aspettative sono ridotte ad un infinitesimo, ma c’è il fatto che dopo dieci anni finiscono persino dei matrimoni, figuriamoci se non possono finire i fidanzamenti. E quindi non a zero. E quindi ho bisogno di prendere questa mazzata direttamente dalla sua voce, con o senza anestesia. Ho bisogno di chiarire tutti i suoi messaggi ambigui, le dediche sui libri, i gesti, e chiederle per favore di essere “non ambigua” e “non interpretabile”.

Perché ha ragione Moretti: “Io mi devo difendere.”.

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6 commenti

Pubblicato da su 11 febbraio 2013 in Riflessioni

 

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6 risposte a “Repetita iuvant

  1. Frou Svedese

    13 febbraio 2013 at 18:34

    Comunque ricordati che comunque vada lights will guide you home and ignite your bone e qualcuno, qualcosa o in quacle modo will try to fix you.
    In bocca al lupo, qui si tiene incrociate le dita.

     
  2. prigioniera_del_deserto

    14 febbraio 2013 at 13:23

    Chi ha l’atteggiamento del cercare di diventare amico di una persona perchè ne è innamorato andrà avanti allo stesso modo per tutta la vita. E’ una percezione riduttiva di sè stessi, una mancanza di fiducia nelle proprie possibilità. E’ un’anomalia caratteriale. Dopo i 15 anni è difficile venirne a capo.
    Comunque buona fortuna…

     
    • zubenELG

      15 febbraio 2013 at 00:40

      Non è proprio quello che è successo… Siamo diventati amici perché lei era (ed è) fidanzata e all’epoca non c’era la possibilità di un altro tipo di rapporto. Poi me ne sono innamorato. Se non fosse stata fidanzata le avrei chiesto di uscire e ci saremmo potuti conoscere sotto un’altra luce.
      Comunque complimenti per la diagnosi, senza manco avermi visto in faccia!

       
      • prigioniera_del_deserto

        15 febbraio 2013 at 07:17

        Non te le prendere, non era un’analisi su di te, non mi permetterei e sarebbe stupido visto che nemmeno conosco la tua storia.
        Era una riflessioni in generale sull’attitudine di alcune persone dal punto di vista di una che ci è passata e stava nella posizione oppposta alla tua

         
      • zubenELG

        16 febbraio 2013 at 10:35

        In questo caso, scusami. Ma il tuo commento sembrava proprio ciò che non era!

         

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