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Il matrimonio che vorrei

18 Nov

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Visto! Un film carino, senza troppe pretese. Di sicuro non eccezionale, ma l’interpretazione dei protagonisti mi è piaciuta, soprattutto per quanto riguarda i gesti. C’è questa coppia di una certa età, che ha perso la passione dello stare insieme. La moglie decide che ne ha abbastanza ed iscrive tutti e due ad una terapia di coppia carissima. Così al marito rincresce di sprecare i soldi ed è costretto a seguirla. Il linguaggio non verbale è decisivo per capire in che fase si trovano, marca i loro progressi e le loro battute d’arresto.

È un film molto tenero in certe scene, per cui se avete rimpianti di natura sentimentale potrebbe pure scapparci la lacrimuccia. A me che sono a lenta carburazione è scappata a casa, una volta andato a dormire. Perché una delle poche cose nelle quali ho sempre trovato un senso è trovare una persona che farebbe di tutto per te e fare di tutto per lei.

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4 commenti

Pubblicato da su 18 novembre 2012 in Al cinema, Film

 

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4 risposte a “Il matrimonio che vorrei

  1. Giio

    18 novembre 2012 at 22:16

    Deve essere molto carino, la Streep è sempre straordinaria.
    Fare di tutto per l’altro e viceversa dovrebbe essere un qualcosa che nasce spontaneo se ci si ama.
    E’ bello ammettere che ci si commuove, di solito gli uomini lo nacondono.
    Buon lunedì!

     
    • zuben71

      19 novembre 2012 at 22:07

      Ah, se c’è una cosa che mi viene facile è la lacrima cinematografica 🙂
      Forse perché al contrario della realtà non devo fronteggiare davvero ciò che sta avvenendo, non devo reagire e mi lascio andare?

       
  2. keepmehere

    19 novembre 2012 at 17:44

    Trovarla si, ma per quanto tempo?
    mai sottovalutare la variabile tempo

    il film non l’ho visto ma Meryl Streep è the best ever

     
    • zuben71

      19 novembre 2012 at 22:21

      Beh, “per quanto tempo?” dopotutto è proprio il tema del film.
      Sembra che il loro tempo sia finito e lo sarebbe se lei non si impuntasse a volere di più.
      Per quanto tempo… Chi può dirlo?
      Io parto da “per sempre” e poi è un’asta al ribasso. Se nessuno offre di meno, si vince.
      Fino ad ora ho sempre perso, ma per fortuna non mi è passata la voglia di partecipare.

       

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