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Riassumendo la vacanza

22 Ago

Che buffo. Sono andato a rileggermi il post di qualche tempo fa, quando avevo qualche dubbio sulla vacanza. Certe volte sono proprio un po’ imbecille.

È stata proprio una bella vacanza, una settimana in giro per la Sicilia con l’amica C. Mi sono divertito proprio tanto, ho sudato l’inverosimile e mangiato un sacco di cose buone senza far muovere la bilancia! (Si, mi ero pesato prima di partire e mi sono ripesato al ritorno).

Come si fa a descrivere tutto quello che ho visto? Proverei con qualche foto…

Ho scelto queste immagini per una serie di motivi.

Il panorama dalla macchina

In primo luogo è bene ricordare che non di solo mare è fatta la Sicilia. Anzi. Sono dell’opinione che non sia possibile capire questa terra se non si conosce la vita dell’interno, dei tornanti che salgono e scendono.

Due paesi si guardano, ognuno su un versante di una diversa montagna. Distano pochi chilometri in linea d’aria e quando in uno dei due c’è festa, l’altro ne sente la musica. Ma la medesima strada che li unisce è anche quella che dilata la distanza, costretta com’è a passare per il fondovalle.

E allora penso, distanza vuol dire tempo. Dall’altra parte ci può essere una festa e ci può essere una scuola. Ci può essere un amore e ci può essere un lavoro. Distanza può voler dire rinuncia.

La faccia nella roccia

Felice combinazione di forma e luce, questa immagine mi ricorda di guardare sempre ciò che mi circonda con uno spirito aperto. Non ho fatto molte fotografie perché quasi ogni volta che stavo per scattare mi domandavo “Ma quante persone tornano a casa con una foto precisa identica a quella che sto per fare?”. Se la risposta era “Tante” o “Tutte”, preferivo non scattare. Piuttosto vado in internet, cerco un’immagine fatta da un professionista e me la salvo.

Il gancio e la carrucola

Cestino, gancio e carrucola come mezzo di comunicazione e di trasporto con la strada. Realtà di paese con una popolazione che si conta con tre cifre, dove di giorno la porta dell’appartamento è aperta, il garage pure e l’automobile parcheggiata al suo interno ha le chiavi nel cruscotto. Dove il bar sotto casa è gestito da un pasticcere, i cornetti alla crema li farciscono al momento e sono anche più buoni dei loro cugini dal nome francese.

Le isole Eolie

Come in una matrioska geografica, si arriva in un’isola più grande per incontrarne via via di più piccole. La foto è presa da Vulcano. La spiaggia è di sabbia vulcanica, nera, residuo di un’infinità di anni di lavoro tra il fuoco della terra (ormai spento) e l’acqua del mare. Un territorio esposto alle incertezze di un collegamento via nave, ma proprio per questo forse ancora davvero un po’ selvaggio.

Per concludere volevo fare alcune considerazioni sul viaggio. Dice una canzone “Il viaggiatore viaggia solo e non lo fa per tornare contento”. Ecco, io non sono davvero partito con queste intenzioni, ma di sicuro la persona che è tornata non è la stessa che è partita. Mi pare che ad una vacanza non si possa chiedere di meglio.

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Pubblicato da su 22 agosto 2012 in Vacanza

 

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