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Sparkling as usual

25 Lug

Troppo tempo che non mi sdraio di fuori a guardare le stelle. Mi manca. Stasera non si può: il prato è bagnato, c’è un vento che non promette bene e poi il cielo non è limpido.

Nonostante questo loro stanno lì come sempre sono abituate a fare, minuscoli puntini di vecchia luce partita chissà quando che viene a trasformarsi in sensazione proprio al fondo del tuo occhio.

Se volessimo paragonarlo ad un libro, in questo periodo il cielo è come un grande classico. Dritto sulle nostre teste gironzolano le costellazioni della Lira (no, non è diventata Euro, questa), del Cigno e dell’Aquila. Non ci sono grandi colpi di scena, la storia è risaputa, ma come ogni classico fa sempre piacere rileggerne qualche capitolo.

Le tre stelle più brillanti di ognuna di queste costellazioni formano il cosiddetto “Triangolo Estivo”.
Disegnino del “Triangolo Estivo”:

(tratto da WikiMedia)

La stella più famosa fra tutte forse è Vega. Se avete abbastanza anni da aver visto Goldrake da bambini, probabilmente vi ricordate che i cattivi venivano da lì. Se avete meno anni, ma avete visto Contact, probabilmente vi ricordate che il segnale alieno captato da Jodie Foster veniva da lì.

Se avete visto sia Goldrake che Contact e non vi ricordate di Vega, una cura di fosforo è già in arrivo per voi cliccando questo bottone:

Vega sta a circa 25 anni luce da noi, il che significa che quando la guardate i vostri occhi ricevono della luce che è partita 25 anni fa. Luce emessa in tutte le direzioni, ma una di esse guarda caso era proprio quella direzione tale per cui venticinque anni dopo il vostro occhio ci si sarebbe trovato dritto dritto sotto. C’è un che di miracoloso in tutto questo, io trovo. Cosa stavo facendo venticinque anni fa, quando quella luce è partita? Dove sarò fra venticinque anni quando la luce emessa oggi arriverà a portata d’occhio?

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3 commenti

Pubblicato da su 25 luglio 2012 in A casa

 

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3 risposte a “Sparkling as usual

  1. uovadigatto

    26 luglio 2012 at 09:08

    Quando guardi le stelle spazio e tempo si incontrano. E quelle sì che son domande!

     
  2. keepmehere

    7 agosto 2012 at 16:34

    io trovo fantastico che sia possibile parlare di cose così complesse, come l’astronomia, in modo così semplice ed efficace, come fai tu.
    partendo dal dato di fatto che mi manca assai il senso delle forme e della profondità mentre guardo un cielo stellato, se al liceo avessi avuto un prof che parlasse come te, forse quei voti così bassi li avrei presi solo in fisica.

     
  3. zuben71

    8 agosto 2012 at 21:41

    Grazie! In effetti mi piace molto spiegare le cose. Forse dentro di me si nasconde un novello Pieroangela 🙂

    p.s. perché voti bassi solo in fisica? non bastava un prof adatto anche per quella materia?

     

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