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San Giovanni e la partita

25 Giu

È un po’ che non scrivo e stasera anche se è tardi, ho voglia di mettermi un po’ qui a rivivere la giornata. Soprattutto la serata.

Come da qualche anno a questa parte, non si possono mancare i fuochi d’artificio (o spettacolo pirotecnico che dir si voglia) che la città di Torino organizza per la sera di San Giovanni. Per chi non lo sapesse, San Giovanni ha un contratto a tempo indeterminato come patrono della città.

Quest’anno a cilieginare sulla torta della festa c’era pure la partita della nazionale (meritatamente vinta, diciamolo) che si poteva seguire nella stessa piazza sul maxi-schermo targato hyundai (benedetti siano gli sponsor, anche la coca cola che aveva un mini-stand con ragazze che distribuivano lattine mignon “come se non ci fosse un domani” (cit. Frou).

E quindi così sia. Macchina a debita distanza dal centro e poi via di tram (benedetti siano anche i parcometri -o parchimetri?- dove con il bancomat si può pure fare il biglietto dell’autobus).

Capitolo I, la partita.

C’è niente da fare: guardare la partita in piazza vs. a casa propria è come andare al cinema vs. guardarsi un DVD. E lo dice uno che del calcio non gliene frega una beatissima mazzafionda. Prima di stasera sapevo che nella nazionale c’erano Buffon, Balotelli, Cassano, Di Natale. Per dire di che livello di interessamento avevo nel sangue.

Ma la piazza, gli amici, gli sconosciuti con cui inevitabilmente scambierai una mezza parola sul perché quel diamine di Balotelli riesce a fare bene solo le rovesciate, cambiano tutto. E ti ritrovi a gioire per un goal in fuorigioco come se non esistesse nient’altro al mondo.

Capitolo II, lo spettacolo pirotecnico.

Tutte le volte che vedo i fuochi d’artificio penso la stessa cosa. I cinesi avevano capito tutto. Scoperta la polvere pirica, ci hanno fatto i fuochi d’artificio (va bè, poi anche i cannoni, ma mi piace pensare che sia stato il solito scienziato cattivo). Mica come gli americani: la bomba atomica l’hanno fatta apposta, non è che stavano cercando di inventare la TV a colori. Ma non divaghiamo.

Quest’anno budget ridotto. Quindi niente musica in sincrono con i botti, che diciamolo, era la cosa che distingueva i fuochi di San Giovanni da un qualunque altro spettacolo di paese. A discolpa bisogna dire che i fuochi erano abbastanza originali, con degli effetti di luce particolari e delle forme interessanti.

Ah, l’inizio dei fuochi ovviamente era in stretta correlazione con la fine della partita, per cui alla gente esultante è bastato girare la capoccia di 180 gradi e continuare ad esultare e strombazzare guardando i botti.

Capitolo III, gli amici.

Questo week-end ho conosciuto un ragazzo ed una ragazza giovani(..ssimi, 18 lei e 17 lui) che mi hanno davvero sorpreso ed illuminato. Non stanno insieme a quanto mi dicono, ma io spero proprio che alla fine dell’estate riescano a vedersi per quanto sono belli. Davvero, credo sia uno di quei casi in cui l’unione di due persone (benchè giovanissime) rende il mondo un posto più piacevole. Sono amici di una ragazza che conosco ma non esattamente mia amica (Does english have a word for that? I’m almost sure..) per cui non so se riusciremo a tenerci in contatto ma, ragazzi, vi auguro ogni bene.

E poi c’è l’amica A, che se ne parte la prossima settimana e la rivediamo a settembre. Speriamo che il proverbio “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” sia vero.

Nel frattempo dovrei pensare a cosa fare quest’estate, che le ferie s’avvicinano e non ho organizzato niente…

La cosa bella di oggi: il fuoco d’artificio a forma di cuore!

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5 commenti

Pubblicato da su 25 giugno 2012 in La cosa bella di oggi

 

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5 risposte a “San Giovanni e la partita

  1. Frou Svedese

    25 giugno 2012 at 20:41

    Mi sa che stavi cercando “acquaintance”. Dopo essere stata menzionata adesso arrivo e faccio anche “la saputa”. Ebbasta Frou! 😉
    In bocca al lupo con i tuoi distacchi visivo-emotivi.

     
    • zuben71

      25 giugno 2012 at 21:33

      Nono, prego! Sicuramente hai più vocabolario in testa tu di me! Difatti credo che acquaintance calzi 🙂

       
  2. Giio

    27 giugno 2012 at 14:38

    Una nota di sorpresa (per l’atmosfera che regnava in piazza durante la partita), una di nostalgia (per quello che hai intravisto nei due giovanissimi e per l’amica A) e una di romanticismo (nella visione che hai espresso dei due ragazzi e per ciò che si respira in tutto il post). Sbaglio?

     
    • zuben71

      27 giugno 2012 at 21:37

      Non mi riconosco tanto nella nota di nostalgia, ma per il resto non sbagli 😀

       
  3. Giio

    28 giugno 2012 at 22:39

    Nessuna nostalgia?

     

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