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Il passerotto

06 Giu

Stasera il sole era appena tramontato e mi stavo preparando per mangiare qualcosa. La micia entra in casa e si accuccia sul tappeto con qualcosa in bocca.

Guardo bene, è un passerotto. “Mollalo!”. Guardo meglio, si muove ancora! Mi avvicino e con tono perentorio ripeto alla micia “MOLLALO!”. Per tutta risposta (ha capito benissimo il senso di ciò che le ho detto) lei trotterella fuori con il bottino sempre in bocca. Inseguo la micia, che ha capito cosa voglio fare, e lei si infila sotto la siepe.

Facciamo un po’ di corse a destra e a sinistra, con me che continuo a dirle “Molla!”. Alla fine lo posa. Povero passerotto! Si vede che respira affannato, deve avere un batticuore! Lo prendo piano piano in mano, spero che non abbia niente di rotto, e lo porto dentro.

E’ sempre affannatissimo, le piume sono un po’ umide ma mi pare integro. Continuo a tenerlo in mano, gli occhietti sono vispi e muove la testolina… si, ma ora dove lo metto? Se lo tengo in mano non si tranquillizza di sicuro, ma se lo metto sul prato è di nuovo cibo per gatti.

Poi mi viene in mente che c’è il bidone dove sta seccando l’erba tagliata. Apro il coperchio e lo poso. C’è un lieve tepore che viene dall’erba in fermentazione. Mi pare a suo agio. Lo sorveglio per qualche minuto e ad un certo punto… Frrrrrr! Prende il volo.

Bravo passerotto, hai avuto la tua seconda occasione e l’hai presa (letteralmente) al volo.

Ecco, questo per dire che non è mai finita finché non è finita. E per quanto ci si possa sentire senza speranza, beh, pensate al passerotto.

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8 commenti

Pubblicato da su 6 giugno 2012 in A casa, Riflessioni

 

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8 risposte a “Il passerotto

  1. keepmehere

    6 giugno 2012 at 22:28

    grazie, davvero

     
  2. Giio

    8 giugno 2012 at 22:35

    Dovremmo tutti prendere esempio dal passerotto, si inizia?
    Grazie e buon finesettimana!

     
  3. Paolo Secondini

    10 giugno 2012 at 15:16

    Quasi una favoletta d’altri tempi: suggestiva nella storia, accattivante nella narrazione, interessante nel significato.

     
    • zuben71

      10 giugno 2012 at 17:09

      Grazie! Mi piace guardare i fatti per cosa possono rappresentare, più che per quello che realmente sono. Forse di secondo nome potrei farmi chiamare Esopo. 😀

       
  4. luceombra76

    14 giugno 2012 at 22:35

    già non è mai finita finchè non è finita…
    un sorriso 🙂

     

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