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Silenzio

05 Giu

Spengo i rumori ad uno ad uno.

Prima la televisione, dopo la copertina di Crozza trovo solo parole vuote che mi disturbano. Faccio un giro fuori, rientro e chiudo la porta perché il vicino sta innaffiando il prato e l’acqua per quanto rilassante, scroscia.

Poi è la volta della testa. Qui il lavoro è più difficile. Normalmente uso la musica come rimpiazzo ma stasera voglio provare a fare senza.

Le pagine scritte da me e ritrovate ieri sera hanno lasciato uno strascico d’argento, come una lumaca che avesse attraversato la mia immaginazione. Sono un po’ irrequieto e nervoso, non capisco per quale motivo. Vorrei evitare di ricorrere al cioccolato e all’alcool. Allora scrivo.

Scrivo questi pensieri che hanno voglia di essere riascoltati, che hanno voglia di tornare a prendere un po’ d’aria prima di depositarsi di nuovo sul fondo del mare, come una sogliola in mezzo alla sabbia.

Penso a tutte le persone di cui mi sono innamorato. Le penso tutte insieme ed una ad una. Non con tutte vorrei ancora essere innamorato, ma con alcune di loro si. L’intesa era troppo forte, la stretta allo stomaco, la sensazione perenne di non voler essere da nessun’altra parte. Poteva non funzionare? Magari si, ma eravate (o forse meglio dovrei dire, siete), ognuna a modo suo, delle piccole meraviglie. Non tutti i lati erano lucidi e brillanti, ma ognuna aveva il proprio ed a me piaceva tanto da illuminare tutto il resto. Sono sicuro che è ancora così.

Ed invece no, la maggior parte delle volte non ci abbiamo nemmeno provato. Ogni volta costretto a farmi una ragione di non essere ricambiato, ad aspettare di innamorarmi di nuovo, senza sapere se sarebbe accaduto. È giusto, a volte mi chiedo? Ma la domanda è fuorviante. Presuppone che nella vita ci sia una giustizia di fondo, ma siamo solo noi che lo desideriamo. La vita non ha bisogno di essere giusta, lei fluisce e semplicemente capita. Puoi essere sulla traiettoria di un proiettile vagante così come su quella della freccia di Cupido e nessuna sarebbe più giusta dell’altra.

“When you’re all alone, nobody else can say goodbye.” E adesso, silenzio.

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2 commenti

Pubblicato da su 5 giugno 2012 in Riflessioni

 

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2 risposte a “Silenzio

  1. Giio

    5 giugno 2012 at 21:35

    Che bel post, anzi bellissimo, tanto da temere di rovinarlo con un commento.
    Nessuna porta chiusa può far cessare i rumori che si agitano dentro di noi, forse l’unca soluzione è starli ad ascoltare, parlarci quasi, cercare di capirli, di interpretarli. Di solito rumoreggiano i rimpianti, i rimorsi, le cose non fatte, le parole non dette.
    La vita non è giusta, l’amore non è giusto: viene e a volte va via, si tratta solo di aspettare e magari arriverà quella meraviglia, forse non sempre lucida ma che saprà illuminarti lo stesso.
    Buona notte!

     
  2. zuben71

    6 giugno 2012 at 19:32

    Grazie!

     

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