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Pasqua 2012

11 Apr

Eccomi di ritorno al blog dopo qualche giorno di vacanza!

Non saprei fare una cronaca di questi giorni: mi sono stancato e riposato, mi sono ricordato di quanto è bello viaggiare e quanto è bello tornare a casa. La destinazione del viaggio è stata la città di Napoli, che non avevo mai vista.

Diciamolo subito: la spazzatura per le strade non c’è (o comunque è in quantità simili ad altre realtà cittadine nei giorni di festa). Quello che invece ho purtroppo notato è molta trascuratezza e poco rispetto da parte dei cittadini verso la propria città. Quasi come se fosse un fazzoletto di carta, che una volta usato si getta via. La cosa che mi ha fatto più dispiacere sono state le scritte sui muri. Fossero muri grigi di cemento potrei ancora cercare di sforzarmi a capire i motivi di un gesto del genere, ma quando si tratta di imbrattare i muretti delle fontane, i treni della circumvesuviana, le colonne di Piazza del Plebiscito… proprio non ci trovo un senso.

Esaurite le note tristi restano le meraviglie di questa città, a partire dal cibo. Io non so se sia a causa dell’aria, dell’acqua o del clima di vacanza, ma ogni cosa aveva un gusto diverso (più buono!): il caffè denso e bollente servito, come vuole la tradizione, zuccherato (ma se lo volete amaro basta dirlo); la pizza sempre morbida e leggera (non state a indugiare sugli ingredienti, cominciate a prendere una classica margherita). E vogliamo parlare di sfogliatelle e babà? Lasciamo stare!

Alcune tappe da non mancare.

Il castello di Sant’Elmo: portatevi in centro con la metropolitana e poi prendete una delle funicolari per salire al Vomero, aggiungete una passeggiata e andatevi a vedere un panorama a trecentosessanta gradi del golfo di Napoli, con Capri, il Vesuvio, il monte Somma e tutta la pianura circostante per finire con Mergellina e Posillipo.

La cappella Sansevero: a poca distanza da Piazza San Domenico (e dalle sfogliatelle di Scaturchio) c’è questa cappella privata, dove il principe di Sansevero ha raccolto una serie di opere da togliere il fiato, fra cui spiccano il Cristo Velato, la Pudicizia e il Disinganno.

Napoli Sotterranea: un’escursione di circa due ore nei sotterranei di tufo dove è scavato il sistema di approvvigionamento idrico usato da Greci e Romani (poi chiuso con l’epidemia di colera) di un’ampiezza impressionante e poi nelle cantine di alcuni palazzi circostanti per vedere l’antico teatro greco-romano.

Ci sarebbe da dire molto anche sulla gente e sugli amici che mi hanno accompagnato “a staffetta” in questi giorni… Solo una cosa mi preme sottolineare: negozio a Napoli significa davvero negozio. Anche se avete intenzione di pagare il prezzo scritto sul cartellino, non fatevi mancare uno scambio di parole con il titolare: spesso la merce più preziosa non è quella che vi verrà incartata.

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1 Commento

Pubblicato da su 11 aprile 2012 in .

 

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Una risposta a “Pasqua 2012

  1. Giio

    12 aprile 2012 at 17:59

    Ho visitato Napoli ma di passaggio, in maniera frettolosa.
    Penso che ci siano molte dicerie su napoli ed i napoletani ma tante cose sono giuste…
    Se dovessi andarci seguirò i tuoi consigli.
    Ti sei ricaricato e quindi ora sei pronto per affrontare il lavoro, no?
    Buon pomeriggio.
    P.S. Leggi la mia risposta al tuo commento da me, grazie!

     

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